Anno 2016-2017...

 

 

 

 

Quattro passi in Famiglia - 2015/2016


AVVISO: SICCOME IL 13 MARZO CI SARÀ L'INGRESSO DEL NUOVO VESCOVO, L'INCONTRO DI MONFORTE SI TERRÀ IL 3 APRILE

 

 

GITA AL SERMIG - 18 OTTOBRE 2015

 

 

 

4 passi in Famiglia 2014-2015!

 Prossimo appuntamento Domenica 1° Marzo in Santa Margherita ad Alba!

"La ricerca di Dio e le prove nella ricerca"

 

Per scaricare il manifesto clicca col tasto destro sull'immagine e selezione "salva immagine". 

 

Qualche foto dal secondo incontro, tenutosi a Castiglione Tinella!

 

 

Nell'incontro del 13 Marzo, Lidia e Tista hanno aiutato le giovani coppie a riflettere (qui sotto un estratto dell'intervento)
PASSAGGI DELICATI

COSA SONO

Nella vita esistono dei momenti di passaggio che sono fondamentali per la crescita. Crescere significa proprio imparare a vivere le trasformazioni della vita, accogliere in positivo le diversità dentro e fuori di noi. Esse a volte sopraggiungono improvvise, altre volte in modo graduale. Da queste trasformazioni possiamo uscire rafforzati o distrutti, come singoli e come coppia. È fondamentale riuscire a prevedere, per quanto umanamente possibile, simili momenti. Il fidanzamento o i nove mesi di gravidanza, ad esempio, possono anche assolvere a tale funzione, ma non si è mai preparati a sufficienza. Se poi arrivano gli imprevisti...

QUALI SONO

I passaggi principali della vita sono: nascere (il salto più impegnativo, a livello di coppia è da zero figli a uno!), imparare a parlare (ossia a interagire con il mondo e gli altri), andare a scuola, studiare e crescere con i coetanei a scuola (è l'inizio dell'autonomia), acquisire competenze e status sociale (lavoro), crearsi una famiglia e generare figli, tramandare (educare), morire.

"La nascita di un bambino, la morte di una persona cara, una malattia, la presenza dei parenti acquisiti, l'assunzione di un incarico o al contrario la perdita del posto di lavoro, i viaggi, le vacanze, un aumento o una perdita di peso, alti e bassi finanziari, un trasferimento, la depressione, disaccordi e sbalzi di umore, i figli adolescenti, il corpo che invecchia, i genitori che diventano anziani, gli hobby, le abitudini, il sesso, l'impotenza, l'infedeltà... sono esempi di situazioni e circostanze che mettono un matrimonio sotto pressione e richiedono una risposta. Se reagiamo in modo costruttivo, in armonia con il nostro coniuge, possiamo mantenere il nostro matrimonio in una situazione serena. Se non reagiamo in modo costruttivo, o se la nostra reazione è in contrasto con quella del nostro coniuge, possiamo avvertire il freddo o il gelo investire la nostra relazione..." (Gary Chapman).

  In ognuno di questi momenti emergono pulsioni e fantasie di morte: una sorta di risucchio che ti riporta indietro. Se cedi è la morte. Ma anche andare avanti è sacrificare una sicurezza, una parte di noi, per costruire qualcosa di nuovo, per camminare, per crescere.

Anticamente questi momenti di passaggio venivano aiutati da ritualità precise che mitigavano l'ansia e aumentavano il coraggio. Oggi spesso tali riti di passaggio non ci sono più. Il rischio è di non passare mai dall'altra parte, di rimanere eternamente nel limbo dell'incompletezza: "bamboccioni", adulti nel fisico, ma eterni adolescenti, che hanno paura a scegliere, paura di mettersi in gioco.

COME LEGGERLI

La vita di coppia, come qualsiasi evento, può essere letta con i cinque sensi, con il sentimento e con la ragione. È fondamentale non usare un solo strumento di lettura. Noi proviamo delle emozioni, che sono un segnale importante, spesso forte, ma poi siamo chiamati a riflettere, a fare delle valutazioni, a prendere delle decisioni, a elaborare degli atteggiamenti e ad avviare delle azioni. Il nostro rapporto di coppia è dato dalla somma di tutte queste operazioni. Ci possono essere, ad esempio, decisioni e azioni in contrasto con le emozioni (come Pinocchio consigliato dalla fata Turchina, posso decidere di prendere la medicina anche se amara!).

COME AFFRONTARLI

Per affrontare questi passaggi, a livello personale e di coppia, occorre un atteggiamento di ascolto delle emozioni, per non lasciarci dominare dal sentimento prevalente e caratteristico dei momenti di crisi: la paura, che genera disagio, ansia, aggressività. I momenti di passaggio sono spesso come il banco di nebbia che improvvisamente si para davanti a noi e ci blocca... Nella nebbia, ci hanno insegnato alla scuola guida, non bisogna né fermarsi né fare inversioni di marcia, né prendere decisioni affrettate: l'unica cosa da fare è non perdere la calma e andare avanti adagio!

  Bisogna trovare il modo di passare dalla paura alla fiducia. Per fare questo è essenziale la volontà, la decisione di andare avanti. Ci sono tre strade maestre: il dialogo, l'accompagnamento di qualcuno e la preghiera di coppia.

1. Occorre imparare l'arte del dialogo. Il dialogo è il contrassegno del successo-fallimento dell'amore: quando si arriva a "non parlarsi più" si è davvero a un punto critico! Al contrario, tenere aperto il dialogo è dare ossigeno all'amore: l'ossigeno, da solo non basta a far vivere, però è essenziale. Occorre distinguere tra dialogo e discussione: il dialogo arriva fino alla comunicazione di emozioni e sentimenti; la discussione è la condivisione di pensieri, progetti, decisioni... Avere opinioni intellettuali diverse o anche opposte non è un ostacolo all'amore.

   Il dialogo ha bisogno di tempo e del clima giusto: non si improvvisa in pochi minuti, non sopporta la fretta e non può avviarsi in un ambiente che predispone alla distrazione. Esso va calato nel quotidiano e deve diventare una abitudine consolidata, un momento fisso della giornata o della settimana: un'occasione attesa, cercata e preparata, qualche volta vissuta come routine poco gratificante, ma comunque indispensabile. E quando rischia di scadere nella routine occorre un colpo d'ala: un momento bello da vivere insieme, per riflettere sull'andamento della coppia.

2. Curare prontamente ogni minimo "malessere" dell'amore. Se l'amore è qualcosa di vivo, come una persona umana, può ammalarsi. Talvolta le malattie uno va a cercarsele, ma generalmente no. Ammalarsi non è una colpa: lo è non curarsi. Quando abbiamo un malessere serio, andiamo dal medico, prendiamo le medicine, facciamo le analisi, magari ci sottoponiamo ad un intervento chirurgico. Anche l'amore può ammalarsi. Tantissime crisi, se prese in tempo e curate possono guarire. Un tempo si moriva per polmonite o per tonsillite; oggi ci sono cure adeguate ed efficaci. Ce ne sono anche per l'amore: usiamole! Facciamoci aiutare!

3.  La preghiera di coppia è l'impegno a "celebrare" ogni giorno la nostra "liturgia familiare". E' prendere la vita concreta, con tutti i suoi problemi e presentarla a Dio, nella preghiera, come il sacerdote presenta il pane e il vino, sfogarsi con Lui, chiedere luce e forza per le scelte da compiere... C'è poi l'impegno a partecipare ogni domenica al banchetto eucaristico: scegliere di consacrare a Dio l'amore nella Messa e poi non andarci più se non sporadicamente è un controsenso.